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mercoledì 11 aprile 2012

Diatribe legali intorno ad una G

Ultimamente i tribunali di tutto il mondo sembrano essere impegnati su più fronti, nelle cause intentate da varie case di moda per la difesa del proprio trademark. Se incerto è ancora l'esito dello scontro nella punta estrema del Sud Africa, tra una commerciante fantasiosa e un brand italiano con poca voglia di scherzare (vedi il caso Dolce&Banana, di cui il puparuolo ha egregiamente parlato), lungi dal trovare un accordo è il caso delle due G a confronto, il brand americano amato dalle giovanissime e il colosso italiano della pelletteria di lusso, controllato dalla multinazionale francese Ppr : Gucci contro Guess.
I fatti risalgono a qualche anno fa, quando la storica casa fiorentina ha accusato l'azienda americana di contraffazione, piazzando sul mercato prodotti recanti "imitazioni studiate del marchio Gucci". Secondo l'avvocato della presunta parte lesa Louis Ederer, infatti, Marciano e co. avrebbero elaborato una strategia precisa al fine di sottrarre consumatori al marchio sinonimo del lusso italiano nel mondo; e non si parla di accuse campate in aria, ma di dati concreti: oltre 200 milioni di dollari, questi i guadagni sfumati a seguito della concorrenza sleale operata dagli americani, almeno stando ai calcoli dell'azienda fiorentina.
Tutte accuse infondate secondo l'avvocato della Guess, Daniel Petrocelli: inutile tentare il raffronto tra due marchi che si pongono in segmenti totalmente diversi sul mercato, con capacità di spesa radicalmente differenti. Anche il tipo di prodotto risulta diverso, secondo il legale, in quanto "Guess non ha alcun motivo di essere come Gucci e non ha pianificato di essere come Gucci: Gucci utilizza la pelle, Guess la plastica".
Due diverse strategie di penetrazione, quindi, così come due diversi consumatori-tipo. Eppure le motivazioni non sembrano essere sufficienti per Gucci. In risposta Louis Ederer ha elencato quelle caratteristiche che gli americani avrebbero liberamente riprodotto: la G stampigliata e riprodotta sull'intero tessuto, il ricamo a losanghe, l'utilizzo di bande di color rosso e verde, tutti eblematicamente riuniti in un modello in particolare, la sneaker da uomo, modello Melrose

In alto la sneaker firmata Gucci, in basso quella firmata Guess...o viceversa?aspè, mmm...boh! (via Fashionista.com)
Difficile dimostrare la propria estraneità ai fatti e parlare di semplici coincidenze... In difesa della Guess si è mosso anche l'ad Paul Marciano, che ha definito il pattern  in questione come "comune nel mondo della moda e non un particolare di Gucci". Ma se per una suola rossa non si può invocare il trademark, diversamente non si può dire di una trama così curiosamente simile. Ad aggravare il tutto ci si mette anche le prove a carico di Paul Vando,ex direttore del settore prodotto uomo della Marc Fisher Footwear, l'azienda terza fornitrice di calzature per la Guess: secondo l'accusa, infatti, la Marc Fisher avrebbe fornito campioni di tessuto Gucci per i fornitori della Guess, al fine di "trarre ispirazione" da colore e trama, giocando quindi un ruolo fondamentale nel piano di contraffazione ordito dall'azienda made in USA. A provarlo sarebbero una serie di mail scambiate tra l'azienda terza e la Guess, che sembra facciano riferimento a prodotti specifici di Gucci, inseriti in un lasso di tempo tra il 1995 fino al 2008. E in tutta risposta, Paul Vando sembra abbia difeso le strategie aziendali, ammettendo che era prassi comune della Marc Fisher trarre ispirazione e prendere spunto da modelli celebri di quasi 100 marchi, dai più sportivi come Nike e Puma, a quelli più stylish e di lusso come Prada e Louis Vuitton. E secondo Fashionista, Marc Fisher non è estraneo a casi di violazione del diritto di proprietà intellettuale...

Una curiosità: di fronte alla denuncia presentata tre anni fa da Gucci, sembra che Paul Marciano si sia domandato il motivo di tale ritardo, a fronte di una violazione risalente già dal 1995. Ebbene, pare che l'avvocato interno alla Gucci abbia dimenticato di rinnovare la propria appartenenza all'associazione legale di Stato (una sorta di Ordine di avvocatura americano), senza la quale risulta impossibile esercitare la professione in alcuni stati USA.

Senza parole: impossibile non pensare ad una puntata stramba di Ally Mcbeal.

mercoledì 10 novembre 2010

Like a boy...

Puparuoli copioniiiiiiiiii..... conoscete anche voi Janelle Monae??? Per chi non sapesse chi è ecco una foto-rinfresca-memoria

Ma complimenti! E cosa usi per pettinarti i capelli la mattina? Mastice e resina adesiva?
Comunque, ciuffo a parte (per quello non vi posso aiutare) io letteralmente ADORO il suo stile!!!! Mi piace quel misto retrò, gagà e like-a-boy... e le dona anche tantissimo, visto che è così minuta e piccolina... io al massimo sembrerei un vero uomo, vista la mia stazza e le mie spallone!!!(puparuola en travesti) Tra l'altro, oltre ad aver inciso un album interessante, un misto di indie pop, funk, elettronica ecc... è anche bravissima a ballare e si muove peggio di un capitone nella vasca da bagno la vigilia di Natale!!! Non ci credete? Guardate qua...



Volete copiare il suo stile? Visto che i suoi passi sono improponibili da riproporre, pena il rischio di poter fare questa fine...

"Esci da questo corpoooooo!!!!"
Ok, mettiamo da parte il ballo e pensiamo al look... avete visto nel video le stringate bi-colore very cool che indossa? Cercate delle alternative very cheap e molto chic? Date un' occhiata alla proposta di Zara 

Via Zara.com
Le trovo davvero carucce, in vernice con la punta bianca... pronte per una serata rithm&blues a New Orleans!!! Il prezzo? Ancora più entusiasmante... 29.95 Euro (ma che poi non possono scrivere direttamente 30 Euro? Tanto le compro lo stesso, non sono i 5 cent a farmi la differenza!) Non so voi...ma io le sto indossando proprio in questo momento!!!LoL!!!!

giovedì 21 ottobre 2010

Quando la fame colpisce all'improvviso...Yummi Kimmi by Oyee Design

Ciao puparuoli...avete presente quando siete a dieta, oppure avete semplicemente una fame assurda, anzi meglio, una VOGLIA DI DOLCE, talmente esagerata da ripinzarvi di tutte le porcherie possibili e immaginabili?

ecco...magari non così tanto...

 e da vedere come oggetto potenzialmente commestibile qualsiasi cosa vi capiti sottomano?

Caspita!Questo si che è un hot dog...(lo so è davvero banale e scontata come battuta)
Ecco, questo è quello che avevo temuto mi fosse successo quando ho visto queste adorabili scarpe...



via oyeedesign.com

 queste adorabili décolleté sono della collezione YummiKimmi di Oyee Design, marchio inventato da una fantasiosa e originale designer turca...tutti i modelli sono in pelle naturale, personalizzabili poichè rigorosamente dipinti a mano,  ma non per questo esigono 1 particolare cura o attenzione nell'indossarle o nel pulirle: basta evitare l'utilizzo di soventi chimici; l'unica pecca è la reperibilità, per ora disponibili solo ad Istanbul ( http://www.oyeedesign.com/ )...per la serie: dedicato alle globetrotter!!!
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